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A Bruxelles le buone pratiche per l’integrazione dei Rom




I paesi dell’Ue uniti per la creazione di nuovi progetti

Lo scorso 2 e 3 ottobre si sono riuniti a Bruxelles i sindaci di alcune città di Belgio, Bulgaria, Grecia, Italia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Ungheria e ex Repubblica iugoslava di Macedonia per constatare se sono avvenuti dei miglioramenti nell’integrazione dei Rom su base locale, attraverso il programma Romact nato dalla collaborazione tra la Commissione europea e il Consiglio d’Europa.

L’obiettivo della riunione è stato di evidenziare le buone pratiche e i progetti concreti messi in atto dai comuni per favorire l’integrazione tra Rom e popolazione locale. Diversi i progetti portati ad esempio. A Napoli il comune ha predisposto delle pompe per l’acqua all’ingresso di ogni campo Rom al fine di migliorarne le condizioni igieniche, A Gyulaj in Ungheria, il sindaco ha tra i suoi obiettivi quello di costruire degli edifici per far alloggiare la comunità Rom coinvolgendo nei lavori la popolazione Rom stessa che potrà contare così su un inserimento lavorativo nel campo dell’edilizia. In Slovacchia a Jarovnice, il comune ha dato il via ad un progetto chiamato Roma Civil Guard (guardia civile Rom) per aumentare la sicurezza e per limitare la criminalità nei campi Rom. Così come l’Ungheria anche la Slovacchia intende costruire edifici per gli abitanti più svantaggiati dei campi Rom. In Bulgaria a Varna, il governo locale creerà nel distretto di Asparuhovo un centro sociale dotato di edifici per i gruppi più svantaggiati. Infine a Valea Seaca in Romania, il sindaco ha preso la decisione di munire ogni Rom di una carta d’identità.

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Il progetto Romact è finanziato dalla Commissione europea e dal Consiglio d’Europa ed ha preso il via ad ottobre 2013 in 40 comuni tra Bulgaria, Ungheria, Romania, Slovacchia e Italia ed avrà fine nel 2016. Romact agisce in collaborazione con le ONG Rom a livello nazionale e locale che hanno il compito di sviluppare progetti e migliorare l’accesso ai fondi Ue. Inoltre, arricchisce il programma ROMED, sostenuto dalla Commissione europea e dal Consiglio d’Europa, con l’obiettivo di ottimizzare la democrazia locale offrendo un punto d’incontro con la comunità Rom.

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Nelle parole del Commissario europeo per l’occupazione, gli affari sociali e l’inclusione László Andor: "L’inclusione dei Rom può essere realizzata solo attraverso un impegno a livello nazionale associato a interventi a livello locale. È per questo motivo che l’Unione europea, attraverso programmi quali ROMACT, sostiene le autorità locali nell’elaborare e nell’attuare progetti di integrazione dei Rom e nel richiedere finanziamenti dell’UE".



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Autori

Vanessa Piacenti
Studentessa del corso di laurea triennale in Scienze della comunicazione, Università si Roma Tor Vergata.

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