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Non solo politica al Consiglio europeo di primavera: nuove importanti decisioni sulla governance economica




Al tradizionale appuntamento di stagione tra tutti i Capi di Stato e di Governo non si è trattato solo di attualità politica come la crisi libica, l’emergenza nucleare in Giappone e la crisi politico-finanziaria del Portogallo. Sono state infatti varate diverse misure riguardo la politica economica.

È stata infatti definita una strategia che dovrebbe facilitare la strada dell’U.E. verso l’unione economica, con l’adozione di un nuovo Patto per l’Euro per coordinare le politiche economiche dei Paesi membri.

La fitta agenda degli argomenti da trattare al Consiglio europeo svoltosi a Bruxelles tra il 24 e il 25 marzo era già tale ben prima del complicarsi della situazione politica in Libia e del disastro provocato dallo tsunami in Giappone. La tematica più importanti da trattare in questo Consiglio infatti era il punto della situazione economica del territorio e la conseguente adozione di un pacchetto di misure in grado di preservare la stabilità finanziaria e di porre le basi per una crescita sostenibile e creatrice di posti di lavoro. Le drammatiche situazioni internazionali che si sono delineate hanno fatto però scendere almeno inizialmente in secondo piano tali punti dell’agenda. Il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy nella lettera di invito ai Capi di Stato e di Governo infatti aveva infatti fatto sapere che sarebbe stato dato ampio spazio alle questioni politiche nella speranza di trovare sin da subito una intesa di massima riguardo la crisi in Libia e l’assistenza necessaria a fornire al Giappone ogni tipo di aiuto. Intesa che poi è stata raggiunta: per quanto riguarda la Libia l’U.E. adotterà misure restrittive per bloccare gli introiti derivanti dalla vendita di gas e petrolio, mentre è stato dato il via libera a diversi voli U.E. che porteranno 70 tonnellate di aiuti verso Tokyo, e al tempo stesso verranno rafforzate le misure di controllo sugli alimenti provenienti dal paese nipponico.

Herman Van Rompuy
Herman Van Rompuy

Era invece già in agenda un’altra delicato tema d’importanza politica, la crisi politica, economica e finanziaria del Portogallo culminata nelle dimissioni del governo del primo ministro Socrates. L’U.E. guarda infatti guardava con preoccupazione al caso portoghese, non dissimile da quello greco ed irlandese. Le misure di austerità imposte dal presidente Josè Socrates nel paese lusitano non erano poi servite a tamponare la crisi, che anzi avevano finito per provocarne le dimissioni. Da Bruxelles gli altri Stati membri hanno fatto sapere di essere favorevoli all’adozione di un piano di salvataggio per il Portogallo, valutandolo in 75 miliardi di euro. Si tratterebbe dunque di una misura analoga a quella adottata con l’Irlanda e la Grecia, tuttavia tale misura è ora collegata all’evoluzione della politica interna portoghese, che sembra per il momento restia a ricevere simili aiuti, come spiegato dal portavoce del Gabinetto dei ministri Pedro Silva Pereira, il quale ha affermato che una tale ipotesi di aiuti internazionali “avrebbe serie conseguenze per l’economia” e comporterebbe l’adozione di un “programma di aggiustamenti che il popolo portoghese non vuole”. Per il momento la situazione portoghese resta in sospeso, e nella seconda giornata i Capi di Stato e Governo dei Paesi membri hanno potuto finalmente trattare le questioni di governance economica inizialmente previste come prioritarie nell’agenda.

Josè Scorates, primo ministro portoghese
Josè Socrates, primo ministro portoghese

La novità più rilevante sotto questo punto di vista è l’intesa raggiunta tra gli Stati membri per l’adozione di una strategia che dovrebbe garantire all’U.E. di poter affiancare all’unione monetaria sancita dall’Euro anche la tanto auspicata unione economica, da sempre tematica “calda” e molto cara alla massimo ordinamento continentale. Tra le altre novità scaturite dal Consiglio c’è la sottoscrizione di un piano per la politica economica con il quale i 27 Stati membri s’impegnano a rafforzare la disciplina fiscale, la stabilità finanziaria, la competitività, l’occupazione e la crescita economica dell’U.E., venendo poi alla stesura di un nuovo Patto per l’Euro rivolto ai paesi già in possesso della moneta unica e condiviso anche da Polonia, Bulgaria, Danimarca, Romania, Lituania e Lettonia. Il nuovo Patto prevede l’impegno annuale dei governi dei paesi membri ad adottare alcune misure utili per aumentare la convergenza tra le loro economie e ad accrescerne la competitività. Gli impegni verranno presentati ai partner e il loro rispetto, nel corso dell’anno successivo, verrà monitorato dal Consiglio europeo con il supporto della Commissione.

L’interdipendenza tra le politiche economiche degli Stati membri è stato un altro argomento importante dell’incontro. Al riguardo l’inserimento del meccanismo del Semestre europeo dovrebbe garantire, attraverso programmi di riforma e convergenza, una sorta di parallelismo anche temporale tra le politiche economiche e quelle di bilancio dei vari Paesi, permettendo così una attenta analisi prima dell’adozioni di misure in materia. Rigurdo poi la crescita dell’U.E. si è trovato l’accordo per la formulazione di un set di proposte per rafforzare l’Atto Unico del mercato europeo entro la fine del 2012. L’U.E. veglierà poi sull’effettivo rispetto da parte degli Stati membri di questi nuovi provvedimenti, tramite l’inasprimento delle sanzioni previste in caso di inadempienza. Nel complesso la Commissione si è detta soddisfatta dell’esito delle consultazioni. Dunque nonostante la complessa situazione politica internazionale, che come era prevedibile ha catalizzato l’attenzione di questo Consiglio europeo, l’U.E. è riuscita ampiamente a trattare tutte le altre tematiche di cartello, fondamentali per il suo assetto futuro.



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