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Rapporto statistico DG Agricoltura: non esiste crisi - L’Europa @ torvergata di Euros du Village
EUROSBLOGS

Rapporto statistico DG Agricoltura: non esiste crisi




Il settore agricolo è in continuo aumento con ottimi dati percentuali, unico problema è l’ortofrutta

Il rapporto presentato dalla Direzione Generale Agricola della Commissione europa, che si riferisce all’anno 2011, evidenzia come la crisi non abbia colpito in modo significativo il settore in questione, che dopo i positivi dati del 2010 conferma il trend con percentuali che superano anche le più rosee previsioni.

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Agricoltura

Balla di fieno tra i campi coltivati

I dati parlano chiaro: l’agricoltura sta vivendo un ottimo momento dal punto di vista economico. E questo non riguarda soltanto un particolare Stato o una determinata zona, ma tutti i ventisette stati membri che effettivamente hanno avuto un anno positivo guardando la questione agraria. Il reddito agricolo è aumentato addirittura del 3,7%, dato destinato a salire se si considera che il lavoro è diminuito del 2,7%, il che fa arrivare la percentuale già molto positiva sopra citata al 6,5%. Anche i beni generati sono stati in aumento nell’anno passato, 1,4%, a discapito di un’aumento dei prezzi del 5,7%. Questi dati sono abbastanza sorprendenti se si considerano anche altri fattori oltre la crisi economica che lo scorso anno è stata molto accentuata: l’emergenza sanità ma soprattutto l’emergenza clima avrebbero potuto far crollare il settore analizzato, che invece ha resistito e si è presentata con dati stupefacenti. Per dare ancora più risalto alle percentuali, ora analizzeremo la situazione di alcuni dei prodotti più utilizzati da tutti noi, quelli che si possono trovare facilmente nelle nostre case.

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Agricoltura 2

Raccolta del grano

Ad esempio per i cereali, i dati dei quali vengono registrati in maniera differente rispetto alle altre derrate (non in una anno ma da raccolta a raccolta), le previsioni svelano un sicuro aumento del 3,4% nella stagione 2011/2012 a dispetto di una diminuzione delle aree coltivate dell’1%. Analizzandoli bene però ci si accorge che non tutte le colture hanno registrato un aumento: la produzione di avena e granoturco è aumentata rispetto al 2010, mentre quella di segale, grano duro e orzo è scesa. Il riso invece ha visto la sua produzione diminuire del 5% (anche se comunque è ben oltre la media) ma il suo consumo salire del 7%.

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Agricoltura 3

Canne da zucchero

Nel 2011 lo zucchero ha avuto un prezzo sempre scostante, con un minimo di 400 euro alla tonnellata in maggio ai 600 in luglio. Per quanto riguarda il 2012, si prevede che paesi come l’India e la Russia, insieme all’Europa, dovranno provvedere ad una maggiore produzione di zucchero, in quanto la richiesta nel mondo riguardante questo prodotto è in continuo aumento.

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Agricoltura 4

Contadino coltiva la sua terra

La frutta e la verdura invece, come detto prima, hanno avuto un andamento inverso rispetto agli altri prodotti agricoli. A causa dei vari problemi che si sono sovrapposti nel 2011 (clima, sanità), ci sono state delle incredibili cadute dei prezzi, che arrivano addirittura a toccare il 25%. Già durante la primavera si era capito che sarebbe stata una stagione "storta", infatti le temperature troppo elevate hanno fatto maturare troppo in anticipo colture previste per settimane successive: così si è creato una sovrapposizione tra i prodotti provenienti dal nord del continente e quelle dal sud, e questo surplus di prodotti è stata la causa principale della vertiginosa caduta dei prezzi. Anche l’Escherichia coli, batterio molto di moda lo scorso anno, ha causato un senso di insicurezza nei compratori, il che ha fatto drasticamente diminuire il consumo di colture come pomodori ed insalata. Inoltre le temperature troppo basse registrate durante l’estate hanno completato quello che le disgrazie precedenti avevano già iniziato e ampiamento compromesso.

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Agricoltura 5

Uva presente in un vigneto

Per quanto riguarda il vino, altro prodotto consumato in larga scala, lo scorso anno è stato il primo in cui sono state applicate le nuove regole dell’Organizzazione comune di mercato. I risultati sono stati più che soddisfacenti, infatti le esportazioni sono aumentate del 23% e questo ha comportato un introito di 7,6 miliardi di euro. In conclusione si può analizzare la situazione riguardante il commercio in generale. Le esportazioni sono state indirizzate soprattutto verso gli Stati Uniti d’America, la Svizzera e la Russia ed hanno portato al paese 105 miliardi di euro, un prezzo maggiore rispetto a quello speso per le importazioni (98 miliardi), che sono aumentate anch’esse. Le merci estere più ricercate in Europa lo scorso anno sono state le bevande ed i cibi tropicali, soprattutto caffè e frutta.



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Autori

Manuel Maligno
Iscritto al corso di laurea in Scienze della Comunicazione presso l’Università di Roma Tor Vergata.



Dialogo con i cittadini sul Futuro dell’Europa

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