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USA-UE: avviata un’inchiesta contro la Apple e gli accordi sulla vendita degli ebook




La Apple si difende: le accuse sono frutto di una cospirazione

Il Dipartimento di Giustizia statunitense ha dato vita ad un’inchiesta contro la Apple, accusata di aver preso accordi in noti ristoranti di Manhattan con cinque tra i più potenti editori sui prezzi di vendita degli ebook. La vicenda, che sembra aver avuto inizio con la diffusione del primo iPad nel 2010, ha subito un importante risvolto quando tre delle casi editrici sotto accusa hanno deciso di patteggiare con il DoJ.

Durissime le accuse rivolte da Stati Uniti e Unione Europea nei confronti di una delle più note aziende statunitensi, la Apple, considerata responsabile di aver imposto insieme ad altri cinque grandi editori un cartello sui prezzi degli ebook.

Le accuse di Usa e Ue

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Joaquin Almunia

"La Commissione europea ha ricevuto le proposte di impegno a rimediare, da parte di Apple e di quattro case editrici internazionali"

Il Dipartimento di Giustizia Usa ha avviato un’inchiesta contro Apple e altri editori importanti, quali Hachette Livre, HarpherCollins, Simon & Schuster, Macmillan e Penguin, accusati di aver cercato di limitare la concorrenza per il prezzo degli ebook. A risentire maggiormente del cartello dei prezzi stabilito dalla Apple sarebbe stato il concorrente per eccellenza, Amazon. La questione è stata sollevata nel 2010, quando la Apple ha incentivato la diffusione del primo iPad. In questa occasione, infatti, è stato avviato un nuovo sistema economico di diffusione degli ebook: la Apple ha stabilito che fossero gli editori a decidere il prezzo di lancio dei propri libri, richiedendo, come unica garanzia, che lo stesso testo non fosse stato venduto a prezzi minori ad altri rivenditori. Il venditore, in questo modo, ottiene il 30% del prezzo finale del libro. Ovviamente si tratta di un sistema di gran lunga differente da quello adottato da Amazon, il quale fissa di suo i prezzi sui libri precedentemente acquistati all’ingrosso dagli editori. Il meccanismo di vendita proposto da Apple, sebbene abbia riscosso grande successo e diffusione, ha subito incontrato le critiche e le opposizioni delle Autorità antitrust, le quali hanno riscontrato un netto rialzo dei costi. Le stesse accuse sono state mosse dalla Commissione europea. In modo particolare il vicepresidente dell’esecutivo Ue responsabile per la concorrenza, Joaquin Almunia, ha manifestato il proprio interesse a scoprire l’esistenza di eventuali accordi illegali tra la Apple e gli altri editori o se “si siano impegnati in pratiche con lo scopo o l’effetto di restringere la concorrenza”.

L’accordo tra Usa-Ue e tre editori

Eric Holder, ministro della Giustizia statunitense, ha parlato di un accordo raggiunto con tre degli editori coinvolti, che secondo alcune indiscrezioni andrebbero individuati in Hachette, Harper Collins e Simon & Schuster. L’accusa sostiene che cinque case editrici si siano incontrate in un lussuoso ristorante di Londra e abbiano preso accordi sul prezzo di vendita dei libri. Se due di queste, Macmillan e Penguin, hanno deciso di continuare la loro lotta contro il Dipartimento di Giustizia Usa, sostenendo che in questo modo si è solo favorita la concorrenza, le tre sopra indicate hanno, invece, preferito retrocedere e perseguire in un patteggiamento con lo stesso. Obiettivo principale dell’accordo raggiunto sarò quello di permettere ai rivenditori come Amazon e Barnes & Nobles di ridurre il prezzo dei libri elettronici, imponendo agli editori di interrompere immediatamente l’accordo preso con Apple.

La Apple si difende

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Apple sotto accusa si difende

"Le accuse mosse nei nostri confronti non hanno alcun fondamento".

Da parte sua la Apple ha deciso di contrastare qualsiasi accusa. IL portavoce della celebre azienda statunitense, Tom Newmayr, ha così dichiarato in una intervista al Wall Street Journal: “le accuse mosse nei nostri confronti, semplicemente, non hanno alcun fondamento. Il lancio, nel 2010, del servizio iBookstore ha contribuito a spingere l’acceleratore sull’innovazione e sulla competizione disgregando la posizione monopolistica che aveva guadagnato Amazon nel settore dell’editoria elettronica. A partire da allora, gli utenti hanno potuto beneficiare di ebook che sono più interattivi e coinvolgenti. Esattamente come consentiamo agli sviluppatori di decidere i prezzi sul nostro App Store, gli editori possono liberamente sceglierli sull’iBookstore". La Apple considera ogni accusa come il frutto di una cospirazione dovuta al grande successo ottenuto nella vendita degli ebook. Quello che la stessa agenzia sostiene di aver realizzato è semplicemente un ripristino della normalità, in quanto i prezzi stabiliti da Amazon erano considerati eccessivamente bassi.



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Autori

Rossana Quarato
Laureata in Lettere e Filosofia, curriculum Editoria e giornalismo presso l’Università di Bari. Frequenta la laurea specialistica in Scienze della comunicazione, dell’informazione e dell’editoria (...)



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L’Eurosblog è media partner dell’iniziativa "Dialogo con i cittadini sul Futuro dell’Europa" organizzata dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea. Una serie di dibattiti aperti tra la Commissione europea e i cittadini sui temi dell’occupazione, della protezione dei cittadini e della sostenibilità. L’obiettivo è rispondere insieme alla domanda: “Che Europa vogliamo nel futuro?”. Guarda il video viral e fai la tua domanda su Twitter, utilizzando l’hashtag #EUdeb8. Segui l’evento in streaming su http://webcast.ec.europa.eu/eutv/po...

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