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L’Unione Europea scende in campo al fianco dei tifosi




Importanti novità per gli amanti del calcio giungono dal Parlamento Europeo, dove lo scorso febbraio è stato votato il Rapporto Fisas, che traccia i confini della Dimensione Europea dello sport e che al suo interno contiene delle importanti novità riguardanti il coinvolgimento delle Suppotrers Trust nelle dinamiche societarie

L’Unione Europea e lo sport: un binomio interessante

L’Unione Europea ha ben compreso l’impatto che lo sport, in quanto fenomeno socio-economico, può avere sull’insieme delle politiche europee. Le attività sportive, come riconosciuto dal Consiglio europeo nella dichiarazione del dicembre 2000, hanno un ruolo fondamentale nella quotidianità dei cittadini del vecchio continente. Lo sport può essere un grande mezzo per diffondere nozioni positive quali la pace, la tolleranza, la comprensione reciproca e d’istruzione, in accordo con l’ideale europeo.

Come ben sappiamo quando parliamo di sport non ci riferiamo solamente ad un’attività di svago o divertimento ma ci riferiamo ad un fenomeno più ampio, ramificato in profondità nei vari livelli della società, capace di muovere grandi quantità di denaro e di attirare su di sé grandi interessi, non sempre trasparenti. Da ciò nasce la necessità di monitorare costantemente il fenomeno e di confrontarlo con fenomeni quali la pressione commerciale e le esigenze di mercato, la tratta degli esseri umani, il doping, la violenza, la corruzione e il riciclaggio di denaro.

Come già sottolineato, l’UE ha afferrato il ruolo essenziale dello sport e l’effetto positivo che può avere sull’insieme delle politiche europee.In quest’ottica, il Consiglio Europeo di giugno 2007 ha definito il mandato della conferenza intergovernativa, con il quale contemplava l’opportunità di inserire una disposizione nel trattato successivo dedicata allo sport. Da queste premesse e soprattutto dalle consultazioni ampliate condotte dal 2005 in particolar modo con i comitati olimpici, le federazioni sportive e gli Stati membri è nato il libro bianco dello sport, ovvero il principale contributo della Commissione europea in materia, tramite il quale, mira a collocare stabilmente la dimensione sportiva nel processo decisionale dell’Unione e ad accrescerne la comprensibilità giuridica in relazione all’applicazione dell’acquis comunitario in materia di sport in maniera tale da favorire il miglioramento della governance in Europa aprendo prospettive future per lo sport su scala europea nel rispetto del principio di sussidiarietà, dell’autonomia delle organizzazioni sportive e del diritto comunitario.

È vero o no che i tifosi in Italia stanno abbandonando gli stadi o c’è dell’altro? Vediamo un po’ di dati….

Il calcio è lo sport per antonomasia nella nostra penisola, ha sempre avuto un rapporto privilegiato con la popolazione del Bel Paese. Nei bar, nelle piazze, su Facebook, tutti ne parlano... Eppure, nostro malgrado, lo spettacolo, se tale si può definire, offerto dalle tribune che circondano i campi dei campionati professionistici è spesso desolante, diametralmente l’opposto di quanto avveniva nei ruggenti anni ’80: tribune semi-deserte e colore nel più dei casi assente. Ma è solo una mia impressione o c’è qualcosa di vero? Vediamo le statistiche cosa ci dicono.

Secondo quanto riportato nel “Report Calcio 2012” (http:\www.calciopress.net\2012\03\...) il numero di spettatori che ha assistito agli incontri dei campionati professionistici italiani nel 2010-2011 ammonta complessivamente a 13,3 milioni. Un dato che fa registrare un calo complessivo del 4% . Particolarmente allarmanti i dati riguardanti la Lega Pro, dove si registra un calo dell ‘11% nella Prima divisione ed un calo del 19.9% nella Seconda.

La percentuale di riempimento degli stadi di serie A in campionato, coppa italia e coppe europee è del 56%. Solo per la Champions league sale al 67% . I dati rendono bene l’effetto di questa diaspora dei tifosi, se si confrontano con quelli proveniente d’oltremanica: La Premier league ha una media di 33.470 spettatori a partita, la Championship ( la serie b inglese ) 18.859 mentre la nostra massima serie “vanta” una media di 17.622 spettatori a partita, cioè meno della serie b inglese.

Occorre sottolineare, che il cosiddetto ticketing ,( i ricavi da stadio)influisce in maniera irrisoria, infatti si aggirerebbe intorno al 10% del totale e gran parte degli introiti delle società è costituito dai diritti televisivi; ciò sembrerebbe spiegare turni ad orari alquanto discutibili.

Certo, il 4% riguardante la serie A non sembrerebbe una cifra particolarmente preoccupante, eppure se la si analizza più attentamente e se la si contestualizza nello scenario italiano, si noterà come questa sia un indice dell’incapacità delle società calcistiche nostrane di attirare nuovi spettatori e di offrire un servizio adeguato ai vecchi, rendendo il "prodotto calcio" italiano mediocre e non all’altezza di competere con le nazioni di prima fascia.

Gli stadi dovrebbero essere al servizio del calcio e dei tifosi, proprio come avviene nella stragrande maggioranza dei paesi esteri, dove le società incassano denaro vendendo cappelli e sciarpe, i tifosi ed i semplici spettatori sono felici in quanto parte integrante di uno spettacolo e le squadre possono contare sul supporto di uno stadio pieno.

Fortunatamente, qualcosa sembra muoversi anche in Italia, infatti seguendo gli esempi provenienti dall’estero, in particolar modo Inghilterra e Germania, stanno sorgendo numerosi azionariati popolari, intenzionati ad accrescere le responsabilità dei tifosi ed a favorire una loro maggiore rappresentanza democratica all’interno delle società, permettendo una maggiore integrazione del club nel proprio tessuto sociale.

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ACF Wimbledon..quando un club è dei tifosi.

L’ACF Wimbledon è stato fondato da un gruppo di tifosi dopo che la sede vecchio club, il Wimbledon FC, è stata trasferita a 100km di distanza. I fondatori, ritenendo improponibile tale "sradicamento"storico hanno deciso di prender in mano le redini della situazione e di fondare un club in linea con la loro tradizione.

Tale iniziativa ha raccolto il plauso del presidente U.E.F.A. Michelle Platini, il quale non si è detto affatto dispiaciuto che i tifosi investano nel proprio club ed inoltre ha affermato che ”i tifosi sono la linfa vitale del calcio professionistico, sono l’identità dei club . Proprietari, allenatori e giocatori cambiano, ma i tifosi restano sempre”

L’Unione Europea scende in campo

Il momento storico è particolare, i club e le istituzioni calcistiche non sembrano in grado di rispondere alle esigenze dei tifosi, anzi ad esser sinceri qualche volta sembra che si faccia di tutto per allontanarli,( si vedano le partite alle 20.45 a dicembre o i turni infrasettimanali dettati da logiche televisive), inaspettatamente un alleato di valore si sta dimostrando l’Unione Europea . Purtroppo in Italia non se ne parla quasi per niente, ma gli ultimi sviluppi sono particolarmente incoraggianti e lasciano ben sperare. Il Parlamento Europeo ha votato il cosiddetto rapporto Fisas, il quale traccia la Dimensione Europea dello Sport, che tra le pregevoli affermazioni, ne contiene due dagli effetti potenzialmente rivoluzionari per quanto concerne il ruolo dei tifosi all’interno dei club. Le iniziative, emesse dalla Commissione Europea, portano avanti il percorso, intrapreso nel 2007 con l’introduzione del già citato Libro Bianco sullo Sport e proseguito nel 2011 con la Comunicazione sullo Sporthttp://europa.eu/legislation_summar..., che ha come obiettivo finale una good governance nel panorama calcistico ed il maggior coinvolgimento dei tifosi. Tutti e due gli emendamenti sono stati ratificati in seguito alla votazione del 2 febbraio.

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Ciò rappresenta un successo per il lavoro svolto da Supporters-Direct Europe e dai gruppi che ne fanno parte in tutto il continente, che dal 1999 in maniera lungimirante porta vanti la propria missione per un calcio “sostenibile”, dove le comunità dei tifosi svolgano un ruolo attivo nei processi decisionali delle società. In particolare il primo è l’emendamento 45 , che afferma “laddove trasparenza e responsabilità democratica presso i club sportivi possano essere migliorate dal coinvolgimento dei tifosi nella proprietà e nella struttura di governante dei loro club”. L’altro di notevole rilevanza è l’emendamento 238 ove “ci si appella agli Stati Membri e agli organi di governo dello sport affinchè stimolino il ruolo sociale e democratico dei tifosi che sostengono i principi del fair play, promuovendo il loro coinvolgimento nella proprietà e nella struttura di governance dei loro club a come importanti stakeholder degli organi di governo dello sport; “ Per far ciò SD ha sempre invocato l’intervento dei governi europei e delle federazioni calcistiche nazionali affinchè offrano il loro supporto a questi gruppi ogni volta che sia possbile. Tale obiettivo, è chiaramente espresso dalle parole di Antonia Hagemann, capo dell’european development di Supporters Direct , la quale ha sostenuto che “Rivolgendosi ai governi e agli organi di governo del calcio per sostenere i loro sforzi, questo rapporto sarà un’importante spinta per i gruppi di tifosi in tutta Europa. Siamo impegnati a proseguire il nostri lavoro con il Parlamento Europeo ed altri organi dell’UE, nel coordinare azioni, che assicurino una buona governance, stabilità finanziaria e community ownership nel calcio continuino a diffondersi ngli stati membri dell ‘UE”.

La Commissione Europea ha riconosciuto la validità del lavoro svolto da Supporters Direct, premiandolo insieme a otto organizzazioni di tifosi di altrettante nazioni e a Cooperatives Europe, con il finanziamento di un progetto nell’Ambito dell’azione preparatoria nel settore dello Sport (EAC/ 18 / 2011). Il progetto “Migliorare la governance nel calcio tramite il coinvolgimento dei tifosi e la community ownership” rientra nell’area della good governance dello sport. Il programma fa seguito allo sviluppo di un network europeo di organizzazioni che stanno cercando di essere coinvolti nei processi decisionali dei loro club con il sostegno di Supporters Direct. Lo scopo è aiutare a rinforzare le capacità su scala nazionale ed europea mediante la creazione di partner forti nel dialogo con gli organismi direttivi del calcio ed altri stakeholders per migliorare la good governance tramite il coinvolgimento democratico dei tifosi in linea con i valori dell’Unione Europea. I partner del progetto non solo potenzieranno la rete di fan delle ownership in Europa, incrementando e condividendo le migliori conoscenze acquisite, ma sono attesi dalla produzione di un vero e proprio “kit”,nella propria lingua madre, destinato al loro paese. Tali documenti, in un futuro non troppo lontano, andranno a costituire una risorsa fondamentale per i supporters trust, altri gruppi e club di proprietà collettiva dei tifosi.



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