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Usa-UE: l’accordo antiterrorismo che sa di violazione della privacy - L’Europa @ torvergata di Euros du Village
EUROSBLOGS

Usa-UE: l’accordo antiterrorismo che sa di violazione della privacy




Il Pnr consentirà il trasferimento verso gli States dei dati dei passeggeri

Il Parlamento UE ha dato il via libera al riesame dell’accordo antiterrorismo tra il Vecchio Continente e gli Stati Uniti, con l’obiettivo di far monitorare tutti i dati personali dei passeggeri aerei europei alle autorità statunitensi, attraverso il cosiddetto Pnr, Passenger Name Record. La plenaria a Strasburgo ha espresso 409 si, 226 no e 33 astenuti. Una prima redazione dell’accordo venne bocciata dal Parlamento nel 2007. Quella approvata lo scorso 19 aprile è stata rinegoziata tra Bruxelles e Washington nel 2011, e limiterebbe l’utilizzo dei dati alle indagini su reati gravi

Da quell’11 settembre 2001 tutto è cambiato. Il mondo ha scoperto di avere moltissimi punti deboli, e che ogni sistema può essere attaccato facilmente. Da quella data in poi, la paura si è trasformata in vera psicosi, che col tempo ci ha spinti ad un’ossessiva paranoia sfociante in forme di controllo invadenti. È il caso dell’ultimo accordo siglato tra l’Europa e gli Usa, che per proteggere i propri cittadini rischia di oltrepassare la delicatissima linea della privacy. I dati del Pnr, infatti, sono raccolti dai vettori aerei durante la fase di prenotazione e includono nomi, indirizzi, numeri di carte di credito e dei sedili dei passeggeri aerei. Secondo la legge americana, le compagnie aeree devono obbligatoriamente, prima della partenza dei voli da o verso gli Stati Uniti, rendere questi dati disponibili al Dipartimento Usa per la sicurezza interna. Che il tema fosse particolarmente scottante ce ne si era accorti dalla discussione sull’accordo che si trascinava dal 2007, quando alcuni deputati preoccupati per la protezione dei dati personali hanno sollecitato la Commissione UE a siglare un nuovo accordo con gli Stati Uniti. E questo è arrivato lo scorso 19 aprile, nonostante una nutrita minoranza di deputati che ha votato contro perché preoccupata ancora per la tutela della privacy.

I punti dell’accordo

L’accordo prevede che le autorità statunitensi dovranno conservare i dati Pnr in una banca dati attiva non oltre 5 anni. Dopo i primi 6 mesi, tutte le informazioni che potrebbero essere raccolte per identificare un passeggero verranno ‘spersonalizzate’, ovvero saranno occultati dati come il nome del passeggero e i suoi dati di contatto. Passati i 5 anni, i dati verranno trasferiti in una banca dati “inattiva”, dove resteranno al massimo 10 anni, con requisiti di accesso da parte delle autorità americane molto più rigidi. Terminato questo periodo, i dati saranno resi interamente anonimi, eliminando in questo modo tutte le informazioni utili per l’identificazione del passeggero. In alcuni casi giudiziari specifici, inoltre, i dati verranno mantenuti fino a quando l’inchiesta non sarà archiviata. L’obiettivo principale dell’accordo transfrontaliero, dunque, è quello di prevenire, identificare, indagare e combattere il terrorismo internazionale, e “per individuare i soggetti che potrebbero essere sottoposti a interrogatorio o esame approfondito”. Per quanto riguarda il controllo dei dati sensibili (che rivelano la provenienza etnica, le convinzioni religiose, la salute fisica o mentale o l’orientamento sessuale di un passeggero), sarebbe consentiti solo in casi eccezionali di pericolo o grave minaccia per la vita di una persona. Ad esempio quando questi dati sono legati “alla scelta di un pasto per motivi religiosi oppure alla richiesta di assistenza per motivi medici, saranno accessibili esclusivamente caso per caso e saranno cancellati definitivamente entro trenta giorni dal ricevimento, a meno che non vengano utilizzati ai fini di un’indagine specifica”. Se sopraggiungesse il caso in cui i dati e le informazioni personali non fossero riportati in modo conforme al nuovo accordo, i cittadini europei avrebbero il diritto di presentare un ricorso amministrativo e giudiziario in conformità alla legge stelle e strisce. Sempre i cittadini, in più, avranno il diritto di accedere ai propri dati Pnr e di chiedere al Dipartimento Usa la rettifica o la cancellazione, se l’informazione dovesse risultare imprecisa.

Si può violare la privacy per combattere il terrorismo?

A Bruxelles, contro l’accordo si sono schierati la Sinistra Unita, i Verdi, una fetta dei socialisti-democratici dello S&D e tutti i liberal-democratici dell’Alde guidati dalla relatrice olandese Sophie In’t Veld, che aveva caldeggiato la bocciatura dell’accordo ritenendo il suo livello di protezione della privacy “al di sotto degli standard europei”. “In politica”, sempre secondo la In’t Veld, “si fanno compromessi ma i diritti fondamentali ed il rispetto della legislazione europea non sono negoziabili.

Sophie In’t Veld, Gruppo dei Democratici e Liberali per l’Europa

Sembra che invece il Parlamento europeo consideri le relazioni con gli Stati Uniti più importanti dei diritti fondamentali dei cittadini europei. Sulla stessa lunghezza d’onda Niccolò Rinaldi, Idv, che ha affermato che “la maggioranza in Parlamento UE ha svenduto alcuni diritti fondamentali dei cittadini europei, come la privacy e la protezione e riservatezza dei dati, fronte alla minaccia americana di restringere o sospendere i visti verso gli Usa”.



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Autori

Fabrizio Manzetti
Laureato in Scienze della Comunicazione, Università di Roma Tor Vergata



Dialogo con i cittadini sul Futuro dell’Europa

L’Eurosblog è media partner dell’iniziativa "Dialogo con i cittadini sul Futuro dell’Europa" organizzata dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea. Una serie di dibattiti aperti tra la Commissione europea e i cittadini sui temi dell’occupazione, della protezione dei cittadini e della sostenibilità. L’obiettivo è rispondere insieme alla domanda: “Che Europa vogliamo nel futuro?”. Guarda il video viral e fai la tua domanda su Twitter, utilizzando l’hashtag #EUdeb8. Segui l’evento in streaming su http://webcast.ec.europa.eu/eutv/po...

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