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L’Eurogruppo “salva” la Spagna mentre Obama continua a volere la “crescita subito”




100 miliardi di euro è la cifra messa a disposizione per operare il “salvataggio” spagnolo. Obama sgrida l’Ue e richiede la crescita immediata

Non “salvataggio” bensì “aiuto finanziario” ecco il modo in cui la Spagna preferisce definire l’offerta fatta lo scorso 9 Giugno dall’Eurogruppo per ricapitalizzare il suo settore bancario. Il governo Rajoy ha infatti ceduto alla pressioni internazionali finalizzate a far sì che egli richiedesse ufficialmente l’assistenza europea per rimettere in sesto la grave situazione provocata dalla crisi economica.

I “Fondi salva-Stati” sono stati interpellati per fornire gli aiuti di cui necessita la Spagna in questo particolare periodo ma, differentemente da quanto sperato da Madrid, questa serie di aiuti non verranno dati direttamente alle banche ma dovranno passare attraverso un organismo pubblico. Il governo spagnolo dovrà quindi rispondere delle sue responsabilità di fronte a tutti i creditori internazionali con cui dovrà firmare un memorandum di intesa.

La cifra che l’Eurogruppo ha messo a disposizione per andare incontro alla situazione spagnola è di circa 100 miliardi di euro. Si è cercato in questo modo di rispondere positivamente alla richiesta di aiuti della Spagna che da sempre ha dimostrato di essere determinata a contribuire alla stabilità della moneta unica.

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Mariano Rajoy Brey

Il Presidente del Governo Spagnolo

Si può facilmente notare come la Spagna abbia così ottenuto condizioni sicuramente più favorevoli di altri Paesi membri colpiti dalla crisi economica, come la Grecia o il Portogallo, ma che comunque hanno ricevuto importanti sostegni per il loro salvataggio. Come ha spiegato l’Eurogruppo, “le condizioni dell’assistenza finanziaria devono essere focalizzate su riforme specifiche del settore finanziario”, ragion per cui i ministri della zona euro hanno fatto appello ad una ristrutturazione del settore bancario che sia conforme alle regole europee relative agli aiuti di stato e a riforme strutturali orizzontali del settore finanziario. Le istituzioni comunitarie sono quindi mosse dalla convinzione che l’annuncio del “salvataggio” spagnolo riuscirà a creare un clima di tranquillità tra gli investitori e i correntisti, dato che il prestito sarà di ampiezza tale da garantire un’efficace protezione che coprirà tutte le possibili richieste di capitale delle banche spagnole.

Oltreoceano non si arresta la morsa degli USA sull’Europa che preme per far sì che la “critica” situazione in cui verte il vecchio continente venga risolta il più presto possibile. Una pressione che deriva dal timore di Obama nei confronti delle possibili ripercussioni che una mancata risoluzione della crisi europea potrebbe provocare sulla già lenta ripresa degli stessi Stati Uniti. Si tratta di timori più che fondati dato che le statistiche parlano di un 20% di possibilità che nei prossimi mesi l’economia statunitense possa tornare in recessione. In concomitanza con le importanti decisioni che l’UE stava adottando nei confronti della Spagna è emerso come, per il Presidente americano, il problema delle banche debba essere risolto urgentemente: il suo invito è quello di concentrarsi nel rafforzare il sistema bancario europeo iniettando capitale ossia ripercorrendo la tattica messa in atto dagli Stati Uniti nel 2009-2010. “Crescita subito” questa è la parola d’ordine che si ritiene essere necessaria per motivare e incentivare le due parti dell’Atlantico a rialzarsi dalla loro caduta in picchiata.

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Barack Obama

Il Presidente degli Usa

Emerge quindi come la posizione degli Usa sia ferma nel richiedere misure severe nell’Unione europea anche se si dimostrano comunque pronti ad offrire ogni tipo di aiuto. Non possiamo non menzionare il fatto che Obama probabilmente mette in gioco la sua rielezione proprio sulla base di quello che succederà… in Europa ed è anche per questo motivo che si mantiene in stretto contatto con i leader europei.

Ciò che emerge è che i potenti della Terra stanno cercando in ogni modo di rimediare ad una situazione particolare come quella che stiamo vivendo: la crescita può rappresentare l’unica via per l’effettivo successo delle loro tattiche di “salvataggio”, ma ciò non esclude il fatto che prima di vedere i frutti di questo duro e inteso lavoro si dovrà pazientare ancora.



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