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World Press Freedom Day: insieme per un’informazione libera e indipendente!




Sono molti i giornalisti minacciati e uccisi nel mondo. Nella giornata mondiale per la libertà di stampa l’Ue esprime il suo appoggio a quattro progetti dedicati alla tutela della libertà di informazione

Lo scorso 3 maggio si è celebrata la Giornata mondiale per la libertà di stampa e un’attenzione particolare è stata riservata al grande aiuto destinato dal Parlamento europeo alla difesa dei diritti e delle libertà dei giornalisti: gli 800.000 euro stanziati dall’ Ue, infatti, serviranno per finanziare quattro progetti speciali avviati ad inizio anno, atti a difendere la libertà di espressione e opinione, sancita nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, e a sottolineare il ruolo dei media come strumenti principali per salvaguardare la democrazia.

La Giornata mondiale per la libertà di stampa nasce nel dicembre 1993 per volontà dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a seguito di una Raccomandazione adottata in occasione della ventiseiesima sessione della Conferenza generale dell’UNESCO nel 1991. Da allora, ogni anno, le Nazioni Unite e l’UNESCO ricordano l’importanza della libertà di espressione e di informazione, riconosciuta nell’ articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e in tutte le Costituzioni liberali. La giornata del 3 maggio è un’occasione per celebrare i principi fondamentali della libertà di informare, e ricordare il ruolo che essa ricopre all’interno della società: la libertà di stampa e la libertà di espressione sono, infatti, i principi fondamentali degli ordinamenti democratici e liberali. Non esiste democrazia senza il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, di informare e di essere informati. Non bisogna dimenticare, infatti, che il principio della libertà di informazione cela al suo interno un duplice diritto: quello dei giornalisti di informare, senza essere soggetti a censure e autorizzazioni, e quello dei cittadini di poter usufruire di un panorama informativo pluralistico e indipendente da poteri politici ed economici. La giornata del 3 maggio è inoltre un’occasione per tracciare un bilancio dello stato della libertà di stampa in tutto il mondo; a tal proposito risultano ancora allarmanti i numeri relativi al 2013 forniti da Reporters Without Borders . Infatti, nonostante si sia registrato un calo del 20% rispetto all’anno precedente, il numero di giornalisti uccisi nel mondo nel 2013 resta comunque alto: 71, dei quali il 39% nelle zone di guerra. Osservando ancora i numeri delle vittime, non emergono sostanziali differenze tra le percentuali di giornalisti impiegati nel settore della carta stampata (37%), della tv (30%) e della radio (30%): ciò significa che l’intero settore dell’informazione è in pericolo, anche se risulta essere nettamente minore la percentuale di vittime che lavorano nel web (3%). L’indipendenza e l’autonomia del “quarto potere”, dunque, risultano ancora minacciate. Per questo sono necessari interventi mirati ed energici, per sensibilizzare la popolazione mondiale sulla gravità dell’argomento e per garantire al settore dell’informazione la libertà di cui necessita.

I progetti finanziati dall’Ue

Per onorare e rispettare il diritto alla libertà di espressione, sancito all’art. 11 della Carta europea dei diritti fondamentali, il Parlamento europeo ha deciso di finanziare alcuni progetti ideati per sostenere i giornalisti europei vittime di minacce e per dimostrare l’importanza di un’informazione libera e svincolata da ogni logica di potere. Il primo di questi progetti ha lo scopo di rafforzare il giornalismo in Europa, grazie alla volontà del Centre for Media Pluralism and Media Freedom (in collaborazione con il Center for Media and Communication Studies) di creare una rete internazionale di giuristi esperti del settore della comunicazione e dell’informazione, in grado di tutelare i giornalisti nel caso in cui vengano violate le loro libertà e in grado di fornire spiegazioni circa i parametri normativi che regolano il mondo editoriale e l’attività di raccolta e comunicazione delle notizie. Il secondo progetto finanziato dall’Unione europea ha come protagonista l’International Press Institute, che fornisce sostegno legale, teorico e pratico, a tutti i giornalisti accusati del reato di diffamazione. L’obiettivo finale è rafforzare i diritti, le protezioni e le competenze dei giornalisti, creando un ambiente giuridico positivo, equo e leale, capace di vigilare sull’operato dei media e di difendere contemporaneamente le vittime di notizie false e diffamatorie. Risulta indispensabile, inoltre, la creazione di un Index on Censorship, ovvero uno strumento in grado di realizzare una mappatura in tempo reale delle violazioni del pluralismo e della libertà dei media che si consumano all’ interno dei Paesi membri: in tal modo, si potrà intervenire in maniera mirata per reprimere tempestivamente le minacce perpetrate ai danni degli operatori dell’informazione. Per controllare la sicurezza dei giornalisti all’interno dei Paesi membri, infine, è stato avviato il progetto Safety Net for European Journalist- Media Freedom: un lavoro di collaborazione tra l’ Osservatorio Balcani e Caucaso, SEEMO (South East Europe Media Organisation), Ossigeno per l’Informazione e la Professoressa Eugenia Siapera (Dublin City University), che dedicheranno un anno a monitorare la condizione dei giornalisti in paesi quali l’Italia, l’Europa sud-orientale e la Turchia.

Focus su Ossigeno per l’Informazione

L’Osservatorio italiano che vigila e assiste i giornalisti minacciati è Ossigeno per l’Informazione, promosso dalla Federazione Nazionale Stampa Italiana e dall’Ordine dei giornalisti. L’attività dell’Osservatorio è iniziata nel 2008, con l’obiettivo di monitorare la condizione dei numerosi cronisti minacciati in Italia. Da allora, Ossigeno per l’Informazione presenta rapporti annuali sulla condizione della stampa italiana, fornendo traduzioni in inglese, tedesco, spagnolo e cinese dei documenti , con l’intenzione di diffondere la conoscenza della spinosa situazione in cui versano numerosi giornalisti italiani. In tal modo è possibile compiere un’opera di comparazione con i dati raccolti dagli altri osservatori e creare un progetto di collaborazione, come quello finanziato dall’Unione europea. Gli ultimi numeri forniti da Ossigeno riguardano i primi 128 giorni del 2014, durante i quali sono state documentate minacce a 171 giornalisti italiani e, inoltre, secondo le stime esposte nel rapporto del 2011 emerge che dietro ogni intimidazione documentata dall’ Osservatorio altre dieci restano ignote, poiché le vittime non hanno sempre la forza di denunciare. Con il sostegno dell’Unione europea l’opera di Ossigeno per l’Informazione ha acquistato una dimensione comunitaria e internazionale: il progetto Safety Net Ossigeno, finanziato dall’ Ue, prevede la realizzazione di 48 rapporti con cadenza settimanale, diffusi in undici paesi, al fine di creare e promuovere una coscienza comune, capace di cogliere un dato inconfutabile: l’impossibilità di vivere in uno Stato pienamente democratico in assenza di libertà di informazione e comunicazione.



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Autori

Giulia Cara
Laurea triennale in DAMS conseguita presso l’Università di Roma Tor Vergata. Attualmente iscritta al corso di laurea specialistica in Scienze dell’informazione, della comunicazione e dell’editoria (...)

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