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“Uno di noi”: la Commissione boccia la petizione dei cittadini UE




L’UE continuerà a fare ricerca sulle cellule embrionali umane

Lo scorso 28 maggio la Commissione europea ha bocciato l’iniziativa dei cittadini europei “Uno di noi” che chiedeva di sospendere i finanziamenti a favore di attività che prevedono la distruzione degli embrioni umani per ciò che riguarda la ricerca, gli aiuti allo sviluppo e la salute pubblica.

La Commissione ha analizzato la richiesta giunta dai promotori della campagna ed ha deciso di non avanzare una proposta legislativa spiegando che la ricerca sulle cellule staminali è l’unica metodologia che può condurre a salvare vite.

La Commissione ha perciò deliberato che continuerà a rispettare il quadro di finanziamento attuale già discusso dagli Stati membri dell’Ue e dal Parlamento europeo.

Come agisce la Commissione europea in merito alla ricerca con l’uso di cellule embrionali umane? La prima azione è quella di utilizzare la strategia del “triplo lucchetto” adeguato sia ai trattati Ue, sia alla Carta dei diritti fondamentali dell’Ue.

Le regole che si seguono sono: 1) rispetto delle normative nazionali: ogni progetto dell’Ue deve rispettare le leggi dei paesi in cui viene effettuata la ricerca. 2) convalidazione scientifica di tutti i progetti attraverso un esame inter pares ed un adeguato esame etico. 3) divieto rigoroso di utilizzare i fondi dell’Ue per far derivare nuove linee di cellule staminali o per ricerche che comportino la distruzione di embrioni, anche per ottenere cellule staminali.

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L’intento della Commissione europea è quello di finanziare tutte quelle ricerche sul trattamento di malattie o per nuovi obiettivi nell’ambito medico, come il morbo di Parkinson, il morbo di Huntington o il diabete. Va ricordato che tra il 2007 e il 2013 l’Ue ha contribuito a 27 progetti per ciò che riguarda l’ambito medico con l’utilizzo di cellule embrionali umane, predisponendo una spesa pari a 156,7 milioni di euro.

E per i paesi in via di sviluppo? L’obiettivo per ciò che riguarda l’ambito della salute materna e infantile è quello di diminuire per tre quarti la mortalità infantile entro il 2015 e di far usufruire a tutte le popolazioni di un adeguato accesso ai servizi di salute riproduttiva. Per ciò che riguarda l’aborto, esso non andrà incoraggiato come modalità di pianificazione familiare, le cure in relazione all’aborto dovranno essere conformi alla normativa giuridica del paese in cui lo si pratica, e che qualora lo si pratichi deve essere effettuato in maniera sicura.

Tra il 2008 e il 2012 l’Ue ha sostenuto delle spese pari 3,2 miliardi di euro come fondi per il settore sanitario: tra questi 1,5 miliardi di euro sono stati utilizzati per l’ambito della salute materna, neonatale ed infantile, 87 milioni di euro per la salute riproduttiva e 17 milioni di euro per la pianificazione familiare.

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Nelle parole della Commissaria europea per la Ricerca, l’innovazione e la scienza, Máire Geoghegan-Quinn: "Ci siamo impegnati a studiare questa iniziativa dei cittadini e abbiamo dato alla richiesta tutta l’attenzione necessaria. Gli Stati membri e il Parlamento europeo hanno tuttavia deciso di continuare a finanziare la ricerca in questo settore per una ragione: le cellule staminali embrionali sono uniche e servono per cure che possono salvare la vita, e per le quali sono già in corso sperimentazioni cliniche. La Commissione continuerà ad applicare le rigorose norme etiche e le restrizioni vigenti per la ricerca finanziata dall’UE, fra cui il divieto di finanziare la distruzione di embrioni".



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Autori

Vanessa Piacenti
Studentessa del corso di laurea triennale in Scienze della comunicazione, Università si Roma Tor Vergata.

Parole chiave



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L’Eurosblog è media partner dell’iniziativa "Dialogo con i cittadini sul Futuro dell’Europa" organizzata dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea. Una serie di dibattiti aperti tra la Commissione europea e i cittadini sui temi dell’occupazione, della protezione dei cittadini e della sostenibilità. L’obiettivo è rispondere insieme alla domanda: “Che Europa vogliamo nel futuro?”. Guarda il video viral e fai la tua domanda su Twitter, utilizzando l’hashtag #EUdeb8. Segui l’evento in streaming su http://webcast.ec.europa.eu/eutv/po...

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