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La nuova Europa dell’era digitale




Numerosi progressi raggiunti dai Paesi membri in materia digitale. Ma il percorso per creare un mercato telematico unitario e competitivo è ancora lungo e le sfide da affrontare sono molte.

Secondo i dati acquisiti dal quadro di valutazione del 2013, la strada intrapresa dall’Unione europea in materia di alfabetizzazione digitale sembra essere quella giusta. All’interno dei paesi membri sono stati compiuti molti passi avanti nell’ambito delle telecomunicazioni e delle nuove tecnologie ed è cresciuto il numero di cittadini e imprese che utilizzano quotidianamente strumenti digitali, usufruendo delle grandi potenzialità del collegamento in rete. Permangono, però, problemi che non permettono la diffusione capillare delle nuove tecnologie informatiche; l’Unione europea deve continuare a lavorare per risolvere queste criticità e raggiungere gli obiettivi individuati all’interno della strategia Europa 2020.

La necessità a cui deve far fronte l’Unione europea è quella di creare un mercato unico delle telecomunicazioni, in un mondo sempre più proiettato nell’universo telematico e digitale. Risulta evidente, infatti, la mancanza di un ambiente digitale unitario, competitivo e capace di creare nuovi posti di lavoro. Proprio per risolvere tale mancanza, emersa nell’ambito del Consiglio europeo di primavera 2013, la Commissione europea ha adottato una serie di iniziative che accompagnano la strategia dell’Agenda digitale, presente nel progetto Europa 2020. Tra queste,Connected Continent, un pacchetto di azioni promosso nel settembre 2013 dal Presidente J. M. Barroso, per semplificare la burocrazia e allargare il bacino dell’utenza digitale, garantendo maggiori diritti ai clienti del mercato telematico. Ogni anno, inoltre, la Commissione raccoglie e valuta i progressi ottenuti grazie a un quadro di valutazione dell’Agenda digitale e, secondo i dati relativi al 2013, i Paesi membri hanno compiuto molti passi in avanti, avvicinando più cittadini alla cosiddetta alfabetizzazione digitale.

I dati relativi al 2013

Il quadro di valutazione dell’Agenda digitale del 2013 ha evidenziato diversi miglioramenti ottenuti nel campo digitale. Attualmente, all’interno dei Paesi membri, il 20% dei cittadini non utilizza Internet, con un miglioramento di un terzo rispetto al 2009: il prossimo obiettivo, è arrivare a una diminuzione del 15% entro il 2015. Tale incremento delle utenze abbraccia anche le persone disoccupate o con scarsi livelli di istruzione; tra queste, infatti, il 57% utilizza la rete Internet e si pensa che, entro il prossimo anno, tale numero salirà al 60%. Si tratta, comunque, di un buon margine di miglioramento rispetto al 41% del 2009. Sono nati,inoltre, molti negozi on line e, di conseguenza, molti cittadini europei (47%) acquistano all’interno del mercato telematico, rendendo sempre più vicino l’obiettivo del 50% da raggiungere entro il 2015. Con l’aumento generalizzato delle utenze, è cresciuta anche la possibilità di usufruire di un accesso protetto alla rete: il 100% dei cittadini europei dispone di diverse tecnologie a banda larga e può contare su costi di connessione accessibili. I risultati del quadro di valutazione risultano buoni ma permangono delle problematiche, che non permettono la creazione di un mercato digitale unitario. Infatti, soltanto il 14% delle imprese con un numero di dipendenti inferiore a 250 vendono on line in tutta Europa e, attualmente, nessun paese si avvicina all’obiettivo del 33% da raggiungere entro il 2015; con questi numeri, l’e- commerce risulta essere ancora una realtà marginale, mancante di competitività e incapace di creare posti di lavoro. Nelle zone rurali l’accesso a Internet registra ancora numeri troppo bassi: solo il 18% delle famiglie rurali usufruisce della rete a banda larga per connettersi; il sostegno pubblico alla realtà telematica è ancora scarso e la percentuale di acquisti transfrontalieri cresce lentamente. Inoltre, secondo EU eGovernment Report 2014,non risultano totalmente accessibili i servizi dell’e Government: infatti, nonostante i governi siano consapevoli dell’importanza di trasmettere informazioni e attività on line, mostrano ancora lacune e problematiche in materia di trasparenza, velocità e facilità d’uso. Un altro nodo su cui riflettere, in materia di alfabetizzazione digitale, è l’assenza di una reale padronanza di conoscenze informatiche da parte degli utenti. Secondo gli ultimi dati raccolti, nonostante siano aumentati i frequentatori della rete, il 50% di essi non possiede capacità informatiche tali da permettere l’inserimento nell’ambiente di lavoro, sempre più proiettato nell’universo digitale e telematico. Infatti, anche se sono presenti grandi possibilità di occupazione offerte dal mercato dell’informatica e delle telecomunicazioni, complessivamente il 47% dei cittadini europei risulta privo di competenze digitali.

Consiglio delle Telecomunicazioni sulla sicurezza delle reti

I progressi in materia digitale e le problematiche ancora da affrontare sono stati discussi dal Consiglio delle Telecomunicazioni, che si è riunito lo scorso 6 giugno a Lussemburgo. L’argomento principale della riunione è stata la valutazione dei miglioramenti ottenuti sulla proposta di Direttiva europea sulla cyber security, risalente al 7 febbraio 2013 e recante misure volte a garantire un livello comune di sicurezza delle reti. Infatti, l’obiettivo di allargare l’utenza e il mercato digitale, può essere raggiunto soltanto in un ambiente telematico sicuro, unito dalle stesse normative in materia di sicurezza. Lo scopo della proposta in esame, accolta con favore da tutti i Paesi Ue, è quello di richiedere agli Stati membri, ai motori internet e agli operatori delle infrastrutture (come le piattaforme di e-commerce e social network), l’assicurazione di un terreno digitale sicuro e affidabile in tutta l’Unione europea. La garanzia di un sistema sicuro e unitario, infatti, è la condizione primaria per la creazione di un mercato digitale competitivo ed è, contemporaneamente, lo stimolo giusto per avvicinare gli utenti alle potenzialità offerte dal mondo delle telecomunicazioni. Un mercato sviluppato e figure professionali competenti: questo è ciò che richiede la nuova Unione Europea 2.0.



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Autori

Giulia Cara
Laurea triennale in DAMS conseguita presso l’Università di Roma Tor Vergata. Attualmente iscritta al corso di laurea specialistica in Scienze dell’informazione, della comunicazione e dell’editoria (...)

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