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L’istruzione prima di tutto!




L’Ue rinnova il proprio contributo al settore dell’istruzione e dell’educazione nei paesi sostenuti dal GPE

Lo scorso 26 giugno il Commissario europeo per lo sviluppo, Andris Pielbags, ha annunciato il rinnovato impegno dell’Unione europea in materia di istruzione. Infatti, per il periodo 2014- 2020, verranno destinati 4.5 miliardi di euro ai paesi in difficoltà che il Partenariato Globale per l’Educazione (GPE) aiuta. I fondi serviranno per finanziare l’istruzione e per garantire un processo di crescita economica e umana a realtà sottosviluppate.

L’annuncio dei finanziamenti è avvenuto durante la Conferenza del Partenariato Globale per l’Educazione, tenutasi a Bruxelles alla presenza di oltre 40 ministri dell’istruzione provenienti dai paesi in via di sviluppo e del direttore generale dell’Unesco, Irina Bokova. Non sono mancati, inoltre, l’inviato speciale delle Nazioni Unite per l’educazione, Gordon Brown, e il Commissario per la Cooperazione internazionale, gli aiuti umanitari e la risposta alle crisi, Kristalina Georgieva e molti altri attori del settore dell’istruzione.

Di fronte a loro, il Commissario Pielbags, ha ribadito l’impegno dell’Unione europea in materia di insegnamento ed educazione per i prossimi sette anni. L’UE si conferma, così, partner fondamentale del GPE (Partenariato Globale per l’Educazione), fondato nel 2002 e composto da 60 paesi in via di sviluppo,governi donatori, organizzazioni, associazioni , fondazioni private e pubbliche, attive nel panorama dell’insegnamento e dello sviluppo.

I finanziamenti previsti per il periodo 2014-2020 avranno diverse destinazioni: 2.8 miliardi saranno utilizzati per migliorare e incrementare l’istruzione di base e professionale, mentre 1.68 miliardi saranno destinati per intervenire sull’istruzione superiore.

Il supporto dell’Unione europea appare ancora più necessario alla luce dell’aumento del numero di paesi “fragili” all’interno del Partenariato Globale: infatti, il 51% delle realtà che usufruiscono dei finanziamenti sono state recentemente colpite da conflitti o ne sono tuttora vittime. Si tratta di un aumento del 10% rispetto al 2013 e questa circostanza chiarifica l’urgenza di intervenire soprattutto in questi paesi in difficoltà, attuando piani di formazione attraverso la mobilitazione delle risorse e delle energie di tutti i protagonisti della partnership. Come ha ribadito il Commissario Pielbags, è fondamentale garantire un’istruzione di qualità a tutti i bambini di ogni paese e, per farlo, è necessario raddoppiare gli sforzi e coinvolgere realtà ancora lontane dalla logica del Partenariato Globale.

I risultati del GPE

Il Partenariato Globale per l’Educazione è nato con la volontà di creare una rete di soggetti privati e pubblici in grado di sostenere e incentivare l’istruzione in paesi sottosviluppati. A partire dal 2002, anno di fondazione del GPE, il contributo della partnership ha reso possibile l’iscrizione a scuola di quasi 19 milioni di bambini e la costruzione di oltre 37 mila aule. Fondamentale è stato anche l’impegno rivolto alla formazione degli insegnanti: i fondi stanziati nel corso degli anni, infatti, sono stati utilizzati anche per preparare più di 413 mila docenti.

In particolare, tra il 2004 e il 2012, grazie al sostegno dell’Ue sono stati raggiunti importanti risultati: 7,7 milioni di persone hanno ricevuto l’istruzione e la formazione tecnica e professionale; 13,7 milioni di alunni sono stati iscritti alla scuola primaria e 1,2 milioni di docenti sono stati formati per insegnare loro; infine, 37.000 scuole sono state costruite o ristrutturate.

Ma, nonostante l’impegno costante dell’Unione europea e degli altri soggetti partner, nel mondo ci sono ancora 57 milioni di bambini che non vanno a scuola e, di questi, quasi la metà vive in aree interessate da conflitti o a rischio di disgregazione territoriale; senza contare che altri 250 milioni di ragazzi abbandonano la scuola, poiché sono privi di risorse per concludere gli studi.

Per questo, un’istruzione egualitaria e qualificata rappresenta l’obiettivo primario da raggiungere, come sottolineano da organizzazioni quali UNESCO, partner di spicco del GPE insieme a UNICEF, che nel 2000 ha lanciato il programma Un’educazione per tutti che, nonostante le difficoltà incontrate negli ultimi anni, si spera possa raggiungere entro il 2015 gli obiettivi fissati in partenza.

Nei paesi sostenuti dal GPE, le sfide da vincere sono numerose: la fame, la guerra, l’arretratezza sociale ed economica, per citarne alcune. Ma, nulla si può ottenere senza aver raggiunto lo scopo primario: un’istruzione di alta qualità, accessibile a tutti, scevra da discriminazioni e pregiudizi di ogni genere.



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Autori

Giulia Cara
Laurea triennale in DAMS conseguita presso l’Università di Roma Tor Vergata. Attualmente iscritta al corso di laurea specialistica in Scienze dell’informazione, della comunicazione e dell’editoria (...)

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