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Frodi al bilancio UE: i dati del 2013




L’impegno degli Stati membri deve essere maggiore

Pubblicata dalla Commissione europea la relazione annuale relativa alle frodi al bilancio UE: necessario da parte degli Stati membri un impegno maggiore per ciò che riguarda la lotta alle frodi. All’interno della relazione sono contenuti alcuni elementi importanti sui quali gli Stati membri dovrebbero porre maggiore attenzione. Secondo la Commissione, occorre un maggiore impegno a livello nazionale per mettere in rilievo e combattere le frodi al bilancio dell’UE.

Il primo passo è sicuramente quello di analizzare i dati risultanti dai controlli effettuati: un atteggiamento che già molti paesi hanno preso in considerazione e che porteranno avanti negli anni a venire. Attraverso i dati è possibile capire l’impatto che le frodi hanno sui fondi e i bilanci dell’Ue. Per ciò che riguarda il settore della spesa, nell’anno 2013 le frodi si sono attestate sui 248 milioni di euro di fondi Ue, equivalente allo 0,19% del bilancio della spesa che corrisponde ad un calo del 21% rispetto all’anno precedente in cui la spesa si attestava sui 315 milioni di euro. Le frodi attestate in entrata sono pari a 61 milioni di euro, che corrispondono allo 0,29% delle risorse ottenute nel 2013, con un calo complessivo del 21% rispetto all’anno precedente in cui la somma totale si attestava sui 77,6 milioni di euro. Rispetto al 2012, il numero delle frodi evidenziate è andato aumentando.

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La Commissione redige annualmente un rapporto sulla gestione illegale dei fondi Ue per evidenziare e comprendere quali siano i settori su cui maggiormente la frode è attiva e quindi studiare azioni per combatterla. Ogni anno la relazione fa riferimento a vari elementi come fornire i dati sulle frodi, segnalare le irregolarità, le rettifiche finanziarie ed di anno in anno la relazione si focalizza su un aspetto in particolare. Quest’anno, per esempio, è stato istituito un coordinamento per la lotta antifrode (AFCOS) che coopera con l’OLAF (Ufficio europeo per la lotta antifrode) per combattere al meglio le frodi. Proprio nel 2013, anno in cui è partito il progetto antifrode, vi sono stati molti passi avanti anche nell’ambito legislativo come quello della Commissione di creare una Procura europea e l’entrata in vigore del regolamento OLAF.

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Nelle parole del Commissario per la fiscalità e l’unione doganale e la lotta antifrode, Algirdas Šemeta: “Negli ultimi cinque anni la Commissione ha portato la lotta antifrode a un nuovo livello. Le nuove norme, le iniziative e i quadri rigorosi e ambiziosi che abbiamo proposto evidenziano chiaramente il nostro impegno a salvaguardare il denaro dei cittadini dalle frodi. È ora che gli Stati membri facciano la loro parte e intervengano con maggiore efficacia, intensificando gli sforzi volti a prevenire, individuare e perseguire le frodi ai danni del bilancio dell’Unione”.



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Autori

Vanessa Piacenti
Studentessa del corso di laurea triennale in Scienze della comunicazione, Università si Roma Tor Vergata.

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