L’UE e l’Argentina si accordano sugli OGM
Il 18 marzo scorso, l’Unione Europea e l’Argentina hanno raggiunto un accordo che pone fine alla controversia sorta nel 2003 sull’attuazione delle normative europee in materia di prodotti biotecnologici.
La questione nasce in seguito alle proteste avanzate dagli Stati Uniti, dal Canada e dall’Argentina nei confronti della legislazione europea in materia di prodotti biotecnologici. Questi avevano presentato al Dispute Settlement Body (DSB) – l’organo preposto alla soluzione delle controversie commerciali tra i membri dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC)- i loro dissensi, ottenendo l’adozione il 21 novembre 2006 di tre rapporti da parte del panel istituito per la questione. Nei rapporti si lamentava la violazione da parte europea dell’Accordo OMC sulle misure sanitarie e fitosanitarie. In particolare, si faceva riferimento a tre ambiti specifici: l’adozione di una moratoria sull’importazione di OGM, considerata misura protezionistica per favorire l’agricoltura europea; l’esistenza di ritardi ingiustificati sull’autorizzazione al commercio di 23 prodotti specifici (rispetto ai 27 casi che erano stati esaminati dal panel); misure nazionali di salvaguardia introdotte da sei Stati membri, prima dell’istituzione del panel stesso. Successivamente, le parti hanno accettato di avviare i negoziati onnicomprensivi in materia di biotecnologie, non limitandosi alla questione di specie. Si è arrivati così all’adozione di un accordo per “a 12 month Reasonable Period of Time for implementation” (RPT), che è stato successivamente esteso fino a gennaio 2008 (la scadenza era prevista il 21 novembre 2007). Con l’approssimarsi del termine, poi, l’Argentina ha acconsentito di dilatare ulteriormente il periodo per l’applicazione dell’accordo fino al 31 marzo 2010, mentre il Canada lo ha esteso fino al 31 luglio 2009. Dopo lunghi negoziati, finalmente il 15 luglio scorso l’UE ha raggiunto un accordo con il Canada che ha posto fine alla controversia. Restava aperta la questione con l’Argentina e con gli Stati Uniti. Tuttavia, il 18 marzo scorso si è arrivati a un accordo anche con Buenos Aires, su cui il Commissario Europeo al Commercio Karel De Gucht ha commentato “this is the second settlement regarding the WTO case on GMOs that is reached. It is certainly a recognition by Canada and Argentina as much as the EU that the best approach to this complex issue is regular dialogue”. Di fatto, la soluzione della questione è avvenuta all’insegna del dialogo, proprio per evitare il manifestarsi di nuovi casi in futuro. Infatti, similmente a quanto avvenuto con il Canada nel 2009, le parti hanno deciso di avviare incontri biennali tra i competenti funzionari europei e le autorità argentine per discutere sull’utilizzo delle biotecnologie in agricoltura e sulle questioni più generali attinenti ai loro rapporti commerciali. Il dialogo si incentrerà su alcune accortezze, quali la presentazione di resoconti periodici sui provvedimenti di autorizzazione alla commercializzazione dei prodotti OGM, le altre normative che potrebbero incidere sui rapporti commerciali tra le parti, lo scambio di informazioni, ecc. Il dialogo ha lo scopo di evitare che si ripresentino ostacoli al commercio. Tuttavia, i funzionari europei hanno ribadito a più riprese che in nessun modo verrà inficiata l’azione dell’EU in materia di autorizzazioni sui singoli prodotti agricoli. Le autorizzazioni, infatti, continueranno a sottostare alle normali procedure europee. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, la questione rimane aperta e si è dimostrata più complessa, tanto che le parti sono ricorse alla procedura arbitrale, sebbene questa sia stata sospesa a febbraio 2009. A proposito degli Stati Uniti, De Gucht si è mostrato speranzoso “[hoping] the United States, the only remaining WTO complainant in this dispute, will soon come to the same conclusions”.
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Isabella Periotto
Dottoranda in Diritto dell’UE presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma Tor Vergata

